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GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO 2013 - “TURISMO E ACQUA: PROTEGGERE IL NOSTRO COMUNE FUTURO”

Garda, 27 settembre 2013

Intervento pubblico

Ringrazio la Curia di Verona e in particolar modo Don Andrea Giacomelli, responsabile della Pastorale del Turismo che ci ha stimolato a questo incontro e tutti i soci delegati delle Associazioni Albergatori che hanno voluto condividere con noi questa importante celebrazione.
Come saprete, la Giornata mondiale del turismo si celebra il 27 settembre di ogni anno, data scelta in coincidenza con l’anniversario dell’adozione dello statuto dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, avvenuta il 27 settembre 1970. Proprio l’Organizzazione Mondiale del Turismo ha scelto per la 34° Giornata Mondiale di farci riflettere sul problema delle risorse idriche, dell’acqua, del suo uso e del suo abuso, scegliendo un tema di indubbia attualità e importanza per il turismo  “Turismo e acqua: proteggere il nostro comune futuro”.
“L’acqua è da sempre fonte di vita” è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, “l’acqua è fondamentale per lo sviluppo sostenibile, in particolare per l’integrità ambientale e l’eliminazione della povertà e della fame, è indispensabile per la salute e il benessere dell’uomo, ed è fondamentale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”.
Per il settore turistico, in generale, l’acqua è di cruciale importanza. Per noi, che operiamo sul Lago di Garda, è il bene primario e una risorsa vitale per le nostre aziende. In effetti  sono milioni i turisti che cercano di godere di questo elemento della natura durante i loro giorni di vacanza, di svago o di relax che sia, scegliendo come destinazione alcuni ecosistemi in cui l’acqua è il tratto più caratteristico, come il nostro lago, e cercando di cogliere i suoi numerosi vantaggi.

Ma volgiamo per un attimo lo sguardo al passato per non dimenticare che per i nostri avi l’acqua del lago rappresentava una importante, a volte l’unica, fonte di sostentamento.
Fino all'ultimo dopoguerra, la pesca è stata assieme all'olivicoltura la principale fonte di sostentamento delle popolazioni rivierasche del Garda. A partire dagli anni '60, con l'avvento del turismo che offriva redditi più sicuri, si iniziò l'esodo da tale professione: ora i pescatori professionisti sono poco più di un centinaio su tutto il lago e il centro che ha conservato ancora una spiccata fisionomia peschereccia è Garda, dove si trova una delle ultime due cooperative del settore; l'altra è a Peschiera.
Oltre alla pesca, con l'incalzare della vita moderna altre attività lacustri sono completamente scomparse, soppiantate da nuovi mezzi.
Una di queste è quella del trasporto di merci su natanti. Si trattava di grandi barconi con enormi vele a colori sgargianti su molte delle quali spiccavano vistosi rattoppi. I più numerosi provenivano dalla sponda orientale del lago con carichi di pietre o altri materiali. Con questi mezzi lacuali veniva  trasportato tutto ciò che oggi viene facilmente e più velocemente trasportato su strada.
Un’altra attività molto caratteristica, anch’essa sparita, è quella delle lavandaie. Alcune, diciamo professioniste, ma la maggior parte semplici donne di casa che, approfittando del lago a portata di mano, lavavano i panni lungo le sue sponde. Da documenti fotografici dell’epoca risulta poi che le lavandaie, terminato il loro lavoro, stendevano i  panni lavati sui fili tesi fra le piante della piazza.
Questo pesante lavoro, esclusivamente femminile, era dovuto al fatto che pochissime famiglie potevano disporre dell’acqua corrente in casa, comodità che noi oggi riteniamo “normale”, perciò le donne di casa erano costrette a recarsi al lago con tutta l’attrezzatura necessaria. Alcune sculture realizzate ed esposte sul lungolago di alcune località ne testimoniano la diffusione.

Tornando con lo sguardo rivolto ai giorni nostri, sicuramente il turismo e il commercio sono i settori che traggono i maggiori benefici dalle acque del nostro lago, tanto amato dai turisti. Ma il turismo saprà trarne vantaggio nella misura in cui riuscirà a gestire le risorse naturali secondo criteri di “green economy”, un’economia il cui impatto ambientale si mantenga entro limiti accettabili. Noi tutti, in quanto imprenditori ma soprattutto in quanto abitanti di queste località, siamo chiamati a promuovere un turismo ecologico, rispettoso e sostenibile, che può certamente favorire la creazione di posti di lavoro, sostenere l’economia locale e ridurre la povertà.
Non c’è dubbio che il turismo abbia un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente, potendo essere un suo grande alleato ma anche un grande pericolo. Se, ad esempio, alla ricerca di un beneficio economico facile e rapido, si consente all’industria turistica di inquinare un luogo, questo cesserà di essere una meta ambita dai turisti.
La gestione sostenibile del nostro lago quale risorsa naturale è una sfida di ordine sociale, economico e ambientale, ma soprattutto di natura etica.
Certamente, il nostro impegno in favore del rispetto della creazione è fondamentale e deve scaturire dal riconoscimento che ogni cosa bella che ci circonda è un dono per tutta la famiglia umana e pertanto dobbiamo impegnarci al massimo per custodire questo dono, consapevoli di esserne momentaneamente gli amministratori e non i padroni.
L’attenzione per l’ambiente è un tema estremamente importante che Federalberghi Garda Veneto ha spesso approfondito in specifici incontri con i suoi associati.
Abbiamo sempre sostenuto che tutti coloro che sono coinvolti nella filiera turistica hanno una forte responsabilità nella gestione del territorio, nel fare in modo che esso sia  effettivamente fonte di ricchezza a livello sociale, ecologico, culturale ed economico. Da un lato si deve lavorare per riparare i danni causati, dall’altro lato si deve favorire il suo uso razionale e ridurre al minimo l’impatto, promuovendo politiche adeguate e fornendo dotazioni efficienti, che aiutino a proteggere il nostro futuro comune. Il nostro atteggiamento verso la natura e la cattiva gestione che possiamo fare delle sue risorse non devono gravare né sugli altri né tantomeno sulle generazioni future.
Tornando all’elemento acqua, oggetto di questa celebrazione, penso alla recente questione dei livelli dell’acqua del Lago di Garda e del rischio di esondazione per molti dei suoi tratti dovuto alla necessità di mantenere alti i livelli per assicurare l’irrigazione delle valli del mantovano durante il periodo estivo. Anche in questo caso occorre trovare un equilibrio reale altrimenti l´ecosistema gardesano si trova a pagare in termini di erosione di sponde, spiagge, pontili e di difficoltà per il sistema di collettamento sublacuale e per il lavoro del depuratore consortile di Peschiera.
A questo proposito mi preme sottolineare il nostro impegno nel denunciare la fragilità del nostro ecosistema e nel sostenere la necessità di trovare i fondi da destinare alla messa in sicurezza dell´ambiente lago di Garda che passa attraverso l´adeguamento del depuratore e il rifacimento del collettore. Il sistema di collettamento, depurazione e fognario del Garda presenta profonde criticità dato l´enorme carico di presenze estive. Solo sulla nostra costa giungono turisti da ogni parte del mondo e si contano ogni anno oltre 12 milioni di presenze, cifra destinata a mettere in crisi un impianto di colletta mento sottostimato e ormai malconcio e il depuratore di Peschiera insufficiente a raccogliere e trattare tutte le acque nere del Garda.
È necessaria, quindi, una maggiore determinazione da parte dei politici, e perché no anche di noi imprenditori e noi cittadini del lago, poiché tutti siamo coscienti delle sfide che l’acqua del Garda ci pone.
La salvaguardia del “bene acqua” richiede soprattutto un cambiamento di mentalità che porti ad adottare uno stile di vita diverso, caratterizzato dalla sobrietà e dall’autodisciplina. Sobrietà ed autodisciplina che dobbiamo richiedere anche ai nostri ospiti. Si deve far sì che il turista sia consapevole e rifletta sulle sue responsabilità e sull’impatto del suo viaggio. Dobbiamo educare e incoraggiare i piccoli gesti che ci permettono di non sprecare o contaminare l’acqua e che, al tempo stesso, ci aiutano ad apprezzare ancor più la sua importanza.
Pensiamo che sia necessaria una nuova “cultura dell’acqua”, soprattutto in campo turistico e di governo del territorio, dove codici di comportamento adeguati e stili di vita responsabili devono essere la giusta risposta ad un bisogno urgente e imperativo di sostenibilità.
Pensiamo anche che sia necessario punire comportamenti illeciti da parte di chiunque inquini e comportamenti omissivi da parte degli amministratori.
Ci piacerebbe che il Lago di Garda, meta di turismo nazionale e internazionale, potesse diventare esempio e modello di grande rispetto per la natura, per il territorio, per la valorizzazione del suo cibo, dei suoi prodotti e del suo stile di vita e soprattutto per la salvaguardia delle sue acque, fonte di vita e di bellezza per i gardesani, fonte di salute  e di relax per i turisti e fonte di sostentamento per chi sulla qualità di queste acque fonda la sua attività e quindi il benessere della propria famiglia e di quelle dei collaboratori.

Impegniamoci tutti insieme per proteggere il nostro comune futuro!

Assemblea Federalberghi Garda Veneto
Intervento del presidente Corrado Bertoncelli



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