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BILANCIO STAGIONE TURISTICA 2019

La stagione 2019 è iniziata in maniera davvero preoccupante, con un maggio e inizio giugno freddi e piovosi, come non si ricordava da anni. La situazione è via via migliorata nei mesi di luglio e agosto anche se non è stato comunque possibile recuperare quanto perso ad inizio stagione. Gli albergatori, benché preoccupati, vedono possibilità di interventi per il comparto turistico: 

“Sprovvisti di dati certi - dichiara il presidente Ivan De Beni - possiamo dire che a livello di percezione la stagione 2019 dovrebbe concludersi con una flessione negativa, rispetto alla stagione precedente, che probabilmente si aggira intorno al 4/5%. Ma non possiamo lamentarci anche perché in realtà sarebbe più giusto paragonare i dati attuali con la stagione 2016, prima cioè che ci avvantaggiassimo della situazione di insicurezza dei paesi del Mediterraneo. Ora infatti, la crisi economica ha spinto molti turisti a scegliere come destinazioni a basso costo, proprio quei paesi del Mediterraneo, come Tunisia, Egitto o Turchia, considerati più sicuri rispetto agli ultimi anni, i quali offrono pacchetti molto competitivi. Di fronte a questa politica dei prezzi le imprese turistiche italiane non possono molto, considerando che in quei paesi vi sono sistemi di tassazione di gran lunga inferiori ai nostri.
Ad ogni modo - continua De Beni -  tra fine giugno e primi di luglio, adottando la politica delle offerte speciali, è iniziato il recupero. Agosto e settembre, nonostante le notizie economiche preoccupanti, in relazione alla Brexit e alla caduta del PIL in Germania, si è lavorato bene e stiamo continuando a farlo anche in ottobre con prenotazioni sempre più last minute. É doveroso però fare una riflessione: se parliamo di occupazione di stanze la percentuale negativa rispetto alla scorsa stagione si può ipotizzare intorno al 4/5% ma se la visione viene ampliata e si prende in considerazione anche il fatturato, la negatività aumenta perché, come accennato, per vendere le stanze molti albergatori sono stati costretti ad abbassare i prezzi o a proporre offerte last minute. Si è notato infatti che il potere di spesa degli ospiti è diminuito negli ultimi anni, la classe media è pressoché scomparsa, ed è sempre più profondo il gap tra chi può spendere e chi invece deve fare bene i propri conti e a  volte rinunciare alla vacanza in hotel. Basti pensare che le camere più belle, quindi più costose, si vendono con maggiore facilità.
La riqualificazione è fondamentale per il nostro comparto e pertanto auspichiamo che la legge di bilancio 2019 torni a finanziare il tax credit, uno strumento importante per dare maggiori opportunità agli albergatori di svolgere interventi di ristrutturazione o di ammodernamento delle proprie strutture ricettive e quindi migliorare l’offerta e renderla più competitiva.
Tornando all’analisi stagionale - conclude il presidente - ci sono le condizioni favorevoli per valutare un allungamento della stagione turistica sul Lago di Garda. Basterebbe un impegno da parte degli organi di competenza per creare anche a fine ottobre eventi di un certo livello, magari culturali, da fare anche al chiuso, (tantissimi nostri alberghi hanno sale meeting attrezzate), abbinati ad escursioni e al settore enogastronomico per attirare un turismo diciamo così “di fine stagione” che potrebbe benissimo protrarsi fino alle festività di Ognissanti. Suscita sempre un grande interesse anche il settore bike/trekking, soprattutto in bassa stagione, settore che andrebbe valorizzato e sviluppato, offrendo itinerari e programmi legati alla degustazione di vino e prodotti del territorio.
Bisogna investire nella primavera e nell’autunno creando programmi e incentivi di forte richiamo che portino ospiti sul lago indipendentemente dal tempo atmosferico. Il nostro fatturato non deve più essere in balia del meteo. Importantissimo in questo contesto il ruolo della Dmo del Lago di Garda in merito alla ripresa di una incisiva promozione turistica che auspichiamo sarà in programmazione a breve grazie al bando che sarà indetto dalla Camera di Commercio di Verona.”